domenica 8 dicembre 2019

VEDI NAPOLI E POI CI TORNI - PALAZZO BEVILACQUA COME A CASA TUA

bed & breakfast a napoli

...non fai magie nè trucchi ma nessuno ormai ci crederà


bed & breakfast a napoli

E Napoli è di certo magia.
Bella da morire ogni volta che ti si presenta davanti.
Stavolta ancora di più, girata in lungo e in largo e "assaggiata" ad ogni angolo.
Io e Charlie venivamo da Roma e ancor prima dalle Marche, stanche e affamate come delle ragazzine in gita scolastica ma con in testa un preciso percorso magnereccio e ricco di arte e tradizione.
Tutto inizia a Palazzo Bevilacqua dove Margherita e Luigi ci hanno dato il benvenuto con una colazione di quelle e con tutte le dritte più toste per far si che il soggiorno partenopeo fosse indimenticabile.
E indimenticabile lo è stato davvero.
Il B&B si trova a due passi dal centro storico, in Via Colletta, di fronte alla conosciutissima pizzeria Da Michele, al terzo piano di un palazzo antico dove se ti affacci dalla tua camera trovi quello che qualsiasi appassionato di fotografia non può non apprezzare.
Poi i suoni, le voci, il traffico impazzito e le scarpe da tennis, quelle scarpe che ci hanno portato  negli angoli più belli di Naples, come la chiama Charlie.
Via per San Gregorio Armeno godendo di ogni angolo e di ogni bottega,  e poi il Monastero di Santa Chiara con le sue preziosissime maioliche, i suoi colori e tutto quel verde con sprazzi di arancio
Uno dei luoghi che ci ha lasciato a bocca aperta è senz'altro stata la Cappella di Sansevero, a due passi da Piazza San Domenico, venti minuti di fila tutti spesi benissimo perché quando ti trovi davanti quelle sculture e il famosissimo Cristo Velato, rimani in silenzio per forza di cose.
Non te lo spieghi, vorressti toccarlo, vorresti togliere quel velo...
Quelle scarpe da tennis che hanno camminato i tanti scalini incantati per tornare dalla splendida Certosa di San Martino su al Vomero, quel panorama che ogni volta è come fosse la prima volta.
I passi lenti dentro i Quartieri Spagnoli e poi il caos lungo Via Toledo, la galleria e quei negozi da lasciarci gli occhi.
Quelle scarpe da tennis che hanno percorso il lungomare Caracciolo alla ricerca di un ristorante con i tavoli all'aperto perché il sole picchiava e l'aria di Napoli bisognava respirarsela tutta e perché la pasta con cozze e taralli, sotto il sole te la dovevi mangiare.
E poi le scale del San Carlo, il cortile del Maschio Angioino, e tutto quello che ti si presentava davanti.
Gli assaggi dei piatti della tradizione e lo street food che tanto ci piace, il cuoppo, le zeppole, il mio adorato babà e la sfogliatella frolla.
Un mucchio di cose sono rimaste fuori, tante cose ancora da vedere, da toccare e da assaggiare, ma il 
piano numero due è già in fase di preparazione e se non abbiamo avuto modo di gustare la pasta e patate o le graffe di Ciro a Mergellina c'è sempre un Flixbus da prendere fino a Tiburtina e poi fino al MetroPark.
E c'è sempre quella pasticceria in Piazza Garibaldi dove non puoi non fermarti se sei a stomaco vuoto...in verità anche se sei a stomaco pieno e soprattutto se sai già cosa ti aspetta.
E c'è sempre Palazzo Bevilacqua, con Luigi e Margherita che a colazione ti fanno trovare i fiocchi di neve e quelle finestre che si affacciano sulle voci e sui colori di quella splendida città che per noi sarà sempre "Vedi Napoli e poi ci torni"


bed & breakfast

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"Napule è addore e' mare"

domenica 8 settembre 2019

DAI TETTI DI PRAGA AL CIAMBELLONE ALLE MANDORLE

RICETTA CIAMBELLONE

Quanto mi piace Settembre, quanto mi piacciono le finestre chiuse, e quanto mi piacciono le coperte nel letto.
Amo le serate di fine estate, mi danno ossigeno e ne ho un bisogno infinito.
Il ritorno da Praga mi ha reso un po' più malinconica, stavolta non è stata la solita vacanza, è stata una vacanza speciale, di quelle che ti riportano indietro e di quelle che vorresti ripartire domani.
Girare senza orario, guardare quelle strade al tramonto, fotografare gli angoli più anonimi e mangiare nei locali dei praghesi il godurioso Gulash.
Erano anni che non facevo un viaggio di questo tipo, quelli che ti alzi presto e dopo la colazione entri nella metro e inizi la corsa, quelli che la compagnia fa già del viaggio, un gran bel viaggio.
Ci metti un po' a riprendere il ritmo e intanto ti guardi le foto, non molte in verità, ma quanto basta per trovarci tutto, tutto il meglio.
Poi inizi a ad organizzare qualche weekend un po' insolito, quelli che non hai mai fatto, quelli che "meglio soli", quelli che poi ve li racconterò.
Nel frattempo ritorni alla normalità, alla tua casa, ai tuoi orari, al tuo lavoro e alle tue colazioni ed anche alle tue voglie.
Voglia di mandorle, di morbidezza, di una fetta di ciambellone da inzuppare nel vino cotto la sera dopo i racconti di vacanze.
Hai giusto qualcosa da smaltire ma è solo una scusa, la verità è che hai voglia di accendere il forno nonostante il drago.
Una ciambella all'acqua per far finta di stare a dieta, come quelli che "io mangio integrale cosi' non ingrasso" e io rido.
Fatta aspettando la cena al ritorno dal lavoro, le mandorle, il mio amato alchermes e un po' di farina, ci vuole più a dirlo che a farlo.


praga e la colazione

ricetta colazione

ricette per la colazione


viaggiare e mangiare



Praga non ci lascia più andare. Questa piccola madre ha gli artigli. Non c’è altro da fare che cedere. Per potersene liberare bisognerebbe darle fuoco da due lati, il Vyšehrad e il Hradčany.

(Franz Kafka)


DAI TETTI DI PRAGA AL CIAMBELLONE ALLE MANDORLE


ricetta ciambella alle mandorle




Ingredienti e procedimento

  • 4 uova medie
  • 220 g di zucchero semolato
  • un bicchiere di acqua
  • mezzo bicchiere di olio di semi di mais
  • aroma alle mandorle
  • una bustina di lievito per dolci
  • 470 g di farina OO
  • mandorle tritate 
  • alchermes



ricetta ciambella alle mandorle


In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, l'aroma di mandorla e l'olio, unite la farina setacciata con il lievito e l'acqua.
Versate in uno stampo da ciambella imburrato e infarinato, versate sulla superficie dell'alcherme, un po' di zucchero e le mandorle tritate.
Infornate a 170° ventilato e cuocete per 35/40 minuti facendo la prova stecchino.


domenica 17 febbraio 2019

LA TORTA DI MELE


come fare la torta di mele


Vecchie agende, vecchie ricette, roba che non hai mai inserito nel blog perché talmente scontata.
Invece niente è scontato e soprattutto i dolci delle nonne, quelli semplici, facili, senza scazzi.
Poi c'è un Venerdì, il tuo giorno preferito, quello che tu chiami "Il Venerdì del villaggio", poi c'è una Nikon che ha fatto la sua entrata in casa e ormai è sempre con te.
Volevi un dolce di quelli da leccarsi le dita, quelli che una fetta non basta mai, quelli che non sono solo buoni, quelli che ti piacciono troppo.
Poi c'è un blog e una torta di mele, e un pezzo straordinario di Sergio Caputo.

"Lei, era fuori per il week-end 
era fuori chissà perché 
invischiata nell'improbabile"