giovedì 30 giugno 2011

ERBAZZONE - Passeggiando per le vie di Reggio Emilia in ottima compagnia


Negli ultimi tempi credo di aver percorso più la A1 che la provinciale che mi porta verso il mare, qui dalle mie parti !!! Che bello però !!
Silvia, la mia cara prof, lei che ogni volta mi invia messaggini del tipo: " Sono in un negozio e c'è lui " oppure " Sono in centro per un aperitivo e seduto al bar c'è lui" o magari " Oggi l'ho incontrato mentre tornavo a casa ", ditemi voi come non volerle bene, è cosi premurosa e gentile a tenermi informata che io ..................... schiatto d'invidia ogni volta !!! Alla fine però ho ceduto ai suoi molteplici inviti a passare un giorno nella sua città, Reggio Emilia appunto, e in "sella" a Rombo siamo partiti per andare a respirare un afa terrificante che ad una come me che soffre gli sbalzi di temperatura solo a sentire il meteo in TV non è che abbia fatto troppo bene e nonostante tutto l'amore che provo per quella parte d'Italia ho giurato che non riuscirei mai a viverci ma mai dire mai !!
Abbiamo girato praticamente solo a piedi perchè là o vai a piedi o in bici, ehehehehe mica si scherza, così i miei piedi che nonostante siano ben abituati cominciavano a dare segni di cedimento poi però quando ha chiamato la parmigiana de mi corazon per dire che era a pochi metri da noi ho avuto una bella sferzata di energia e l'abbraccio con lei davanti al teatro di Reggio è stato un po' come nei film, con lei che a squarciagola ci ha urlato: " Allora si va a Correggio ?" Ahahahaha mi sono divertita troppo e con una guida come Silvia è stato proprio bello girare per la città e godersi tutto il verde che c'è e ogni angolo colorato.
Chiaramente siamo andate anche alla ricerca del Liga perduto che era in città ma impegnatissimo e così abbiamo fatto visita al " sottocasasua" e non potete immaginare le risate a vedere Silvia in bici che cercava sul campanello se c'era scritto il nome e mio figlio dietro che non si sa mai una bella botta di fondoschiena!!
Beh non avrò incontrato lui ma due care amiche si e questo mi basta.







Le Tre Grazie di Reggio 
























Naturalmente il minimo che potevo fare era assaggiare l'erbazzone, dove se non nella sua città di origine, mi è piaciuto tantissimo ma era da immaginarlo visto che amo molto le torte salate in generale e poi quel sapore di parmigiano reggiano ancora lo sento se mi impegno. L'ho rifatto quasi subito appena tornata a casa e ho usato un parmigiano di quelli che ti tolgono il fiato, regalato da Silvia e apprezzato tantissimo perché qua ce lo possiamo solo sognare così buono, sarà sicuramente l'aria.





In rete ci sono molteplici versioni dell'erbazzone così ho tenuto conto di ciò che mi ha raccontato la mia prof su questo piatto tipico e ho provato a realizzarlo un po' ad occhio fingendomi per un attimo una di quelle donne di campagna di una volta che assemblavano tutto meravigliosamente senza farsi tanti problemi.






Ingredienit:

  • 300gr. di farina O
  • 90gr. di strutto
  • 150-160 gr di latte (la quantità dipende dall'assorbimento della farina)
  • una presa di sale
  • 800gr. di erbette miste tra spinaci e biete 
  • un cucchiaio di lardo di maiale aromatizzato
  • 160gr. di parmigiano reggiano



Con la farina, lo strutto, il sale  e il latte fate un impasto liscio che lascerete riposare in frigo per una mezz'ora.
Nel frattempo ripassate in una padella con il lardo le erbette sminuzzate con un coltello per qualche minuto, mettete tutto in una ciotola e aggiungete il parmigiano mescolando bene.
Con i due terzi circa dell'impasto stendete una sfoglia sottile, foderate uno stampo rotondo ricoperto da carta forno e ritagliate la pasta in eccesso. Versate tutto il composto di erbette e con la pasta rimanente stendete un disco sottile con il quale ricoprirete la torta come nella foto sopra. Bucherellate un po' la superficie e infornate a 180° per circa 45 minuti.

Buon appetito !!

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