lunedì 6 settembre 2010

Una lasagna bianca al prosciutto cotto e una giornata sotto il cielo di Bologna






Come non associare Bologna ad una lasagna, certo la mia trovo che sia più che altro una lasagnina, giusto gli ingredienti che avevo da smaltire in frigo, del prosciutto cotto, una mozzarella e due uova che erano lì annoiate. Venerdì sera mi sono messa all'opera per avere qualcosa da mangiare al ritorno dal concerto.
Per la pasta ho utilizzato 2 uova e 200gr. di farina O per pasta, ho impastato e lasciato riposare qualche ora poi ho steso con nonna papera. Per la besciamella invece ho fatto scaldare 500ml di latte ed ho aromatizzato con noce moscata e salato, in una pentolina ho scaldato 40 gr. di burro e ho aggiunto 40gr. di farina infine il latte caldo mescolando sempre per evitare i grumi.
Ho lessato i pezzi di sfoglia e li ho conditi a strati con della besciamella, del prosciutto cotto, una mozzarella e naturalmente tanto parmigiano, quello buono buono della mia Dauly del cuore che mi ha abituato così bene che quasi quasi il Parmigiano mi conviene andarmelo a comprare direttamente in Emilia visto che quello che trovo da noi, anche il migliore e il più stagionato sembra venire da un altro pianeta.
In forno a 190°



Ero stata a Bologna un paio di volte ma si sa che ad ogni età di vedono le cose in modo diverso e in questa occasione questa città mi è sembrata BELLISSIMA. Siamo arrivati nel primo pomeriggio e dopo aver parcheggiato di fronte allo Stadio ( mai più ) ci sian fatti un bel giro per capire bene dove, come e quando entrare poi ci siamo imbattuti in un bar di una via laterale allo Stadio dove ho lasciato gli occhi, uno spettacolo, il locale che vorrei. Il titolare ci ha dato un po' di dritte per arrivare in centro e così ci siamo avviati a prendere il 21, destinazione Piazza Maggiore e dintorni. Beh ragazzi vivere in un paesino come il mio avrà i suoi lati positivi ma stare in una città pure, non ditemi di no, come ci si puo' annoiare ditemi voi, in piazza c'erano spettacoli musicali e abbiamo saputo che nel tardo pomeriggio ci sarebbe stato pure Ramazzotti a cantare e poi ci sono locali davvero belli, particolari. Io mi sono divertita da matti ma ad un certo punto ho sentito la necessità di riprendere il 21 e stavolta destinazione PARADISOOOOOOOO ovvero Stadio Dall'Ara ^_______^





Mentre eravamo seduti ad ascoltare Alberto Bertoli vedo mio figlio che mi fa un cenno verso il prato, c'erano i RIO ovvero Marco Ligabue e Fabio Mora che andavo verso gli stands di Bar Mario, visto che a noi della tribuna non era permesso accedere al prato li abbiamo aspettati al varco, prima o poi dovevano ripassare nel tunnel sotto di noi e allora vaiiiiiiiiiii!!! Per un po' l'adolescente di turno non era mio figlio ma iooooo!!
Sono di una simpatia unica, appena ci hanno visti con la digitale subito hanno iniziato a fare le loro facce da pazzi furiosi e io ero lì come una cretina con la lingua impastata e non mi usciva manco mezza parola, non ho neanche pensato di farmi autografare il biglietto e di fare una foto con loro, sono solo riuscita a scattare questa specie di fotografia che solo una Chabba tremolante poteva fare cosi' male, ecco la vecchietta era tornata al suo posto!! In compenso ho stretto loro la mano e sono riuscita a fare tutti i complimenti che si meritano.
Niente non è!



.... c'è un'andata lì per te
un ritorno lì per te
nascosto in ogni istante
c'è un inferno lì per te
un paradiso per te
che da senso ad ogni istante...
R I O


MARCO LIGABUE y FABIO MORA



Questa volta il concerto l'ho vissuto a pieno, poche foto è vero, ma sono stata molto attenta a tutti i particolari e soprattutto ai musicisti che fanno di questo Live una cosa da ricordare.
Liga è entrato sul palco stranamente tirato, forse perchè era nella sua terra o forse perchè le ferie hanno fatto l'effetto contrario!

Dopo le prime tre canzoni tratte da Arrivederci mostro tutto il pubblico è andato in delirio sulle prime note di Balliamo sul mondo e fino a mezzanotte è stato un continuo ballare e cantare tutti noi con lui.




Ebbene si sono fissata con gli stivali, mi fanno morire e questi vorrei fossero ai miei piedi.



Quando ha iniziato a presentare il brano "Caro il mio Francesco" ho pensato che magari aveva voglia di cantarla perchè Bologna è la città adottiva di Guccini e invece ho visto Liga indicare la tribuna dove eravamo noi e sullo schermo è comparso proprio il Guccio che sembrava quasi un timidone e si stava godendo la musica come tutti noi!




Questo batterista è capace di tutto, vi presento Michael Urbano, a volte quando fa gli assoli sembra non trovare mai la fine e io ........ mi incanto ancora! Andatelo a cercare su Youtube vedrete che ho ragione.




Hai fatto tutta quella strada per arriavre fin qui,
ma adesso forse ti puoi riposare.
Un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare.
Ti apro io la valigia mentre tu resti li,
e piano piano ti faccio vedere,
c’erano solo quattro farfalle un pò più dure a morire..




Capitan Fede Poggipollini e la sua chitarra



Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare...



Siam quelli là, siam quelli là, siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà.

Grazie Liga, alla prossima fermata.

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BY ALE ESSENZA DI CANNELLA

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